Nell’Aprile del 1946 nasceva il veicolodiventato simbolo dell’Italia nel mondo
«Mi sembra una vespa» esclamò, infatti, Enrico Piaggio quando gliela mostrarono. Era il ronzio del piccolo motore che brontolava sornione dentro la scocca chiusa. Mai vista una moto così, senza neppure una goccia d’olio per imbrattarsi i calzoni.
Ma vespa anche per il sedere bombato e per quella forma che, specialmente se vista dall’alto, davvero assomigliava a un imenottero. Detto fatto e Vespa fu. Da allora, il veicolo più longevo del pianeta racconta cos’è stata l’Italia del Secondo Dopoguerra.
Animata dai sogni e dalla gioia che si accompagna alla vita che ritorna. Quasi un’autobiografia in movimento. Una splendida ottantenne potrebbe definirla Nanni Moretti, che nel 1993 la eternò inCaro Diario, girovago nella Roma deserta e lunare di un fine Agosto.