Stop ai Dazi che aveva annunciato come ritorsione contro l’Europa
Di fronte alla notizia le Borse hanno gioioto. Donald il ‘terribile’ è arrivato in tempo a Davos nonostante un guasto elettrico al mezzo di trasporto. Completo scuro e cravatta rossa, è salito sul Palco del Wef con un discorso molto simile a quello pronunciato alcuni giorni fa a Washington: «Gli Stati Uniti sono in mezzo alla più grande crescita economica di sempre» ha detto il taycoon.
E ne ha per tutti. Per l’Europa, ma anche per il predecessore Joe Biden, definito il peggior Presidente di sempre. Uno spot pubblicitario misto a un delirio di onnipotenza, dove non è mancata l’ironia corrosiva contro Macron e i suoi occhiali scuri utilizzati il giorno prima per motivi di salute.
Il momento più atteso del suo discorso non si è fatto, comunque, attendere. È tornato a ripetere di volere la Groenlandia, spiegando che è prioritaria per la sicurezza di tutti e assicurando che non ha mai pensato all’invasione. «Gli Stati Uniti vogliono questo grosso pezzo di ghiaccio chiamato Groenlandia – ha, infine, ricordato l’inquilino della Casa Bianca –. Se gli europei diranno di sì, lo apprezzeremo molto. Se, invece, diranno di no, ce lo ricorderemo».
In serata, infine, è arrivato l’inaspettato annuncio di un’intesa lampo. Sulla base di questo Accordo, non saranno imposti i Dazi che avrebbero dovuto entrare in vigore il 1 Febbraio. Il Segretarioe della NatoRutte ha spiegato che «i Negoziati fra Danimarca, Groenlandia e Stati Uniti proseguiranno con l’obiettivo di garantire che Russia e Cina non acquisiscano mai un punto d’appoggio, economico o militare, in Groenlandia».