3 settimane

Riparte il Festival Euromediterraneo di Altomonte con la sua 35ª edizione e lo farà Venerdì 5 Agosto con l’attore milanese Paolo Rossi in Pane o libertà – Per un futuro immenso repertorio che andrà in scena al Teatro Costantino Belluscio

Il Sindaco Gianpietro Coppola, l’Assessore alla Cultura Elvira Berlingieri, quello al Turismo Mario Pancaro e l’Amministrazione Comunale tutta insieme con il Direttore Artistico del Festival Antonio Blandi hanno deciso di caratterizzare questa edizione con il tema Non fermiamo la Cultura. Un tema che nasce da una riflessione post pandemia che ha cambiato molte cose e ci ha insegnato che solo una buona programmazione può consentirci di portare avanti la nostra esistenza nel modo migliore.
Secondo il primo cittadino di Altomonte Gianpietro Coppola: «È oramai non più procrastinabile un tavolo di confronto fra le Istituzioni regionali e i Comuni nonché con tutti i Festival calabresi per avviare una pianificazione puntuale dell’offerta culturale che non solo consenta di poter programmare per tempo le attività e quindi realmente farle diventare strumento di valorizzazione territoriale, ma anche per salvaguardare gli eventi che hanno una storicità importante».
Come già detto il Festival Euromediterraneo 2022 si aprirà Venerdì 5 Agosto alle ore 21:00 al Teatro Costantino Belluscio con lo spettacolo di Paolo Rossi, proprio per dare valore al grande Teatro italiano. Lo spettacolo con le musiche dal vivo di Emanuele Dell’Aquila, unisce stand up a commedia dell’arte e commedia greca. «Il titolo l’ho ripreso da un libro – ha spiegato l’attore – ma non vi dico qual è. Lo trovo molto emblematico in quanto s’impone la scelta fra mangiare, vivere o avere la libertà». Il progetto intrapreso da Rossi comprende, oltretutto, un tipo di azione teatrale ad alta valenza sociale.
Agile, dirompente, sfuggente alle definizioni di genere e duttile nell’allestimento scenico, Pane o libertà ha le caratteristiche di un evento più che di una rappresentazione e si adatta a qualunque luogo voglia ospitare la ‘non replica‘, addirittura il Teatro propriamente detto. Lo spettacolo mescola, infatti, la figura del primo Arlecchino, quello che possedeva il biglietto di andata e ritorno per l’aldilà, a quella che fu poi una delle sue evoluzioni come intrattenitore popolare capace di spaziare dalle stalle al cabaret.