Non è per tornare ai tempi di Maria Teresa d’Austria, ma il Teatro alla Scala ha preso una di quelle decisioni storiche, che in tempi recenti solo il Sindaco di Gallipoli ha osato tanto. Si entra, infatti, con abbigliamento consono al decoro del Teatro. Non sono ammessi spettatori che indossano canottiere, pantaloni corti e ciabatte.
E se uno entra così, sempre che non venga già fermato all’ingresso, la maschera può accompagnarlo fuori senza se e senza ma. In questo caso i biglietti non sono neanche rimborsabili. In più, non si mangia e non si beve. Quindi niente picnic sulle Poltrone di velluto. A tanto, infatti, si era arrivati. Birra e patatine come allo Stadio.
Al Teatro della Scalaun Regolamento c’era già dal 2015. Il Sovrintendente uscente, Dominique Meyer aveva deciso per una maggiore tolleranza, ricordando i tempi della sua gioventù. Ma il problema non sembra riguardare la categoria giovani, quanto quella dei turisti. Il nuovo ResponsabileFortunato Ortombina ha, comunque, deciso di dire basta, almeno nel suo recinto.