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Questa importante Istituzione apre ufficialmente i battenti nel 1990 come sede staccata della Biblioteca Nazionale di Napoli, da cui diviene autonoma nel 2002

Tuttavia, la sua storia inizia anni prima, quando l’allora Ministero dei Beni Culturali acquisì la raccolta libraria privata della famiglia Buonaccorsi, famiglia originaria di Potenza Picena. Ospitata dall’antico Palazzo di Giustizia restaurato dall’Università di Macerata, la Biblioteca nasce con l’intento di creare un catalogo unico maceratese che comprendesse anche altre realtà del territorio.
La Direttrice Maria Luisa Palmucci ricorda gli inizi: «Eravamo in 5 e iniziammo questa attività con grande entusiasmo. Abbiamo intravisto uno spazio per quello che sembrava mancare, che era l’editoria corrente, da destinare a un pubblico ampio, più vasto. Abbiamo così iniziato a costruire questa raccolta dedicata alle materie umanistiche, a cui si è affiancato un Settore artistico molto importante, legato alla presenza delle Istituzioni presenti in città».
Oggi il Patrimonio della Biblioteca conta circa 90 mila volumi e opuscoli, 550 testate di periodici e 2.500 unità multimediali, oltre a 11 mila pezzi di materiale fotografico del Fondo Balelli, un Fondo Musicale, le opere dell’editore Franco Maria Ricci e la raccolta di ex libris donata alla Biblioteca da Maria Elisa Leboroni. «Maceratese di nascita e artista di fama internazionale, Leboroni ci ha lasciato questo Fondo molto interessante – ha spiegato, infine, la Direttrice – che comprende un gran numero di artisti sia di ambito locale sia nazionale, ma anche internazionale».