Luoghi pubblici gratuiti pensati per offrire riparo
Chiese aperte nelle ore più calde, Biblioteche dove entrare senza dover consumare e Parchi con abbastanza alberi da potersi riparare. Questa è le situazione nelle città italiane. Non una guida turistica del fresco, ma una geografia di sopravvivenza urbana nei giorni in cui l’Afa è diventata un rischio.
Si chiamano, infatti, rifugi climatici per offrire riparo durante le ondate di calore. Il modello è nato a Barcellona, che nel 2019 è stata la prima grande città europea a costruire una Rete strutturata di questo tipo. In Italia le prime Reti ufficiali sono arrivate nel 2025 con Bologna e Firenze.
A Roma la mappa dell’ombra sta crescendo a vista d’occhio, mentre Milano ha già individuato 116 spazi freschi. A Bologna, attualmente, i rifugi climatici sono 24. A Napoli, invece, la mappa dell’ombra passa dalle navate, con il sostegno della Caritas diocesana che ha aperto alcune Chiese del Centro Storico.