Roma mia, non morirò più è il titolo del libro dello scrittore nato sui Colli Albani
È una delle città più raccontate al mondo. E non solo e non necessariamente per la sua disperante bellezza. Roma è un’autobiografia universale. Cui varrà ora la pena inscrivere il viaggio di Aurelio Picca. Un corpo a corpo con la città e con sé stessi.
Un capolavoro che ha il canto della poesia, divenendo un formidabile atto d’amore. Anche grazie all’uso di una lingua esatta, asciutta e tuttavia costantemente immaginifica. Dove anche le forme dialettali non sono mai caricatura, ma il calco fedele del proprio genoma.
Picca lavora di scavo in un’Archeologiain stile contemporaneo. Non lo si vorrebbe più mollare il suo viaggio, a maggior ragione quando si consegna al suo esito, che rappresenta un universo spietato ed indimenticabile.