Avviato dal Governo il rilancio del Ministero della Transizione Ecologica

Varato in Consiglio dei Ministri il Decreto legge che contiene le norme per rafforzare il Ministero della Transizione Ecologica

Un piano da attuare in tempi stretti per consentire una piena adozione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nonché per conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione e di politica ambientale assunti in ambito UE e con gli Accordi di Parigi, per il biennio 2021-2022. Il primo passo prevede un Bando per l’assunzione di 218 laureati, con il 50% dei posti riservato a soggetti che hanno già svolto attività di supporto tecnico specialistico e operativo in materia ambientale presso il Ministero della Transizione Ecologica per almeno due anni, anche non continuativi, nel triennio anteriore alla predetta data.

Ulteriori 200 tecnici saranno assunti invece per fronteggiare le necessità dettate dal dissesto idrogeologico e saranno incaricati presso le strutture commissariali regionali. La riforma, inoltre, prevede l’istituzione di un Dipartimento ad hoc per il Piano nazionale di ripresa e resilienza, una struttura che si avvarrà di due Direzioni generali per accompagnare la sua realizzazione e per rendicontare sull’utilizzo dei fondi alla UE.

Infine, per l’espletamento delle attività tecniche e scientifiche correlate all’attuazione del Piano, il Ministero potrà avvalersi fino ad un massimo di 30 tecnici di Enea ed Ispra, che presteranno servizio in posizione di distacco presso gli uffici del MiTE. «Questo Decreto è da considerarsi un primo, importante, passo nel solco già tracciato del rafforzamento del MiTE – ha dichiarato il Ministro Cingolanipartiremo subito con le assunzioni per iniziare con la messa a terra dei progetti del Pnrr. La direzione è quella di un Ministero sempre più forte e specializzato, necessario per le grandi sfide ambientali a cui siamo chiamati».