Manchester City, anno 2011. Erano ancora i tempi in cui pensavamo potesse diventare un fuoriclasse, uno di quelli che vincono tutto. Che potesse superare in dribbling il personaggio che si era costruito addosso. Purtroppo, non è andata così. Eppure Balotelli resta, forse più all’estero che in Italia, un’icona del calcio.
Un volto cult, capace di attrarre perfino il popolarissimo Sindaco di New YorkZohran Mamdani, che a Giugno aveva citato in un suo discorso l’attaccante di Brescia. Il contatto fra di loro è avvenuto su Instagram: «Avrei voluto indossare la maglia con la tua frase Why always me?» ha sorriso il primo cittadino della Grande Mela.
Entrambi di origine africana, ugandese Mamdani e ghanese Balotelli, hanno dovuto dimostrare le proprie qualità di ragazzi prodigio e battere i pregiudizi nel Paese in cui sono cresciuti. Mamdani, appassionato di calcio e tifoso dell’Arsenal lo aveva definito «uno dei più grandi attaccanti internazionali della storia recente».
Balotelli lo aveva ringraziato sfidandolo in una partitella che si è disputata nei giorni scorsi nella residenza del Sindaco a scopo benefico, insieme anche ad alcuni studenti. È stato lì che Mario ha consegnato a Mamdani una maglia del Ghana personalizzata con il suo nome: «Grazie di tutto. Il calcio unisce, è stato un piacere» ha scritto il giocatore sui social.