Al Ministro della Cultura è toccato anche questa volta mettere una toppa

La storia del ricercatore italiano ucciso in Egitto ha un’importanza culturale e civile e non è concepibile, secondo Alessandro Giuli, escludere il documentario su Regeni. Perché la discrezionalità dei Membri della Commissione è una scusa che non regge di fronte all’evidenza.
Il Ministro, oltretutto, nega di aver avuto un ruolo di manipolazione nelle scelte dei Commissari. La legge voluta, infatti, da Dario Franceschini stabilisce che le Commissioni devono essere assolutamente libere dai condizionamenti esternie e Giuli, tuttavia, non era informato.
Fonti a lui vicine, assicurano che proverà a sanare la situazione su questi finanziamenti imbarazzanti. Al Ministero si parla di pressioni, ma anche di autocensura. La polemica sui mancati contributi è solo l’ultimo episodio di una lunga serie di incresciosi avvenimenti. Tutto il male del mondo è stato il vincitore del Nastro della Legalità 2026.