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San Lorenzo e Firenze sono legati da un culto che si sviluppò proprio intorno alla prima Chiesa edificata nel Centro storico nell’anno 393 d.C.

In seguito i Medici scelsero la Basilica e il rione omonimo come luoghi d’elezione, facendo costruire le Cappelle di famiglia proprio accanto all’edificio sacro. La scelta della Corporazione dei Fornai, molto potente, di volere San Lorenzo come Patrono, ebbe la sua importanza e l’abitudine di associare a Lorenzo varie forme di pane e pagnotte è, infatti, molto antica.
Lorenzo fu uno dei 7 Diaconi di Roma, martirizzato durante la persecuzione cristiana voluta dall’Imperatore Valeriano. Secondo tradizione, a lui fu promessa salva la vita se avesse consegnato i tesori della Chiesa, di cui era amministratore. Ed ecco che si affrettò a distribuire ai poveri le offerte e, poi, si presentò alla testa di un Corteo di suoi assistiti, dicendo: «Ecco questi sono i nostri tesori: sono tesori eterni, non vengono mai meno, anzi crescono».
Il martirio del Santo ricorda simbolicamente che nel Medioevo si accendevano in città dei grandi falò, sui quali venivano arrostiti quarti di bue, distribuiti poi in porzioni gratuite al popolo. C’è chi pensa, tra l’altro, che la bistecca alla fiorentina nasca proprio da questa usanza. Ogni anno, in questo periodo, anche il cielo sembra voler ricordare San Lorenzo, con la pioggia di meteore a solcare la volta celeste.
Questa tradizione si lega a quella più ancestrale, per cui si crede che il destino sia scritto nelle stelle, nel tema natale del proprio Zodiaco. Quindi, se una stella cade, il destino può cambiare e l’augurio naturalmente è che sia in meglio. Le celebrazioni in onore di San Lorenzo iniziano comunque, stamani alle ore 10:15 in Piazza della Signoria, con il Corteo dei figuranti del Calcio Storico Fiorentino, fino a Piazza di San Lorenzo.