A Bergamo la sfida contro l’Estonia

Nelle squadre serve sempre un Gattuso. Uno che abbia dedicato agli altri la sua vita da mediano. All’Italia in bilico tra apocalisse e disperazione serviva, appunto, un uomo come lui. Perché non è più il momento dell’estetica. Anzi, al diavolo la grande bellezza.
«Vincere, pulito o sporco che sia» è il proclama della notte prima degli esami. Non si ricorda, infatti, un Tecnico che abbia debuttato con questa sincerità. Ma Gattuso sta già ringhiando alle caviglie dei norvegesi. Come ai vecchi tempi.
Oggi è il primo passo per la rinascita sulla strada del Mondiale che s’è complicata per la terza volta di fila. Soffriamo di sindrome da insicurezza dal 2018, quando abbiamo perso l’occasione per la Russia contro la Svezia. Vediamo adesso di rifarci.