Gioacchino da Fiore e le Crociate: l’attore Marco Silani nel ruolo dell’abate

Domenica 10 Marzo alle ore 18:30 nel cartellone della stagione di prosa del Teatro Rendano è il turno dell’attore Marco Silani con Il dono del male, ispirato all’incontro realmente avvenuto a Messina nel 1190, in cui Riccardo I d’Inghilterra detto “Cuor di Leone” e Filippo II di Francia hanno voluto incontrare l’abate per avere una profezia sulla Crociata che avevano intrapreso.

Riccardo, appunto, ha iniziato la terza Crociata ed è in attesa di imbarcarsi per la Terra Santa, a Messina, con Filippo II Augusto Re di Francia, suo alleato, con cui pare avere un rapporto ambiguo. Ha voluto l’abate Gioacchino da Fiore a corte per avere una profezia sull’impresa, ma Gioacchino è sprezzante e senza mezzi termini poiché descrive le reali motivazioni della guerra, biasima i due sovrani alleati, li inchioda ai loro limiti e li scoraggia dal portare la guerra in Terra Santa, anche se benedetta dal Papa.

Riccardo, però, non accetta le valutazioni di Gioacchino e lo minaccia di morte. A questo punto, il rischio di una strumentale accusa di eresia e di una possibile morte sul rogo pervadono la scena. Ma la vendetta del sovrano inglese è più sottile: una volta che l’abate lascia la scena, Riccardo manipola la realtà dei fatti disponendo che venga redatto un verbale dell’incontro rispondente alle sue esigenze. Un modo per uscirne vincitore e, soprattutto, senza compiere delitti che possano offuscare la sua immagine.

Il ruolo di Riccardo è affidato a Francesco Antonio Conti che disegna con estrema raffinatezza l’ambiguità del personaggio nel suo rapporto con Filippo II Augusto interpretato da Umberto Silani, che si cimenta con un ruolo impegnativo, ma che ben si adatta alle sue corde.

Alla indiscussa bellezza di Mariana Lancellotti è affidato il personaggio di Giovanna d’Inghilterra, sorella di Riccardo, che offre un’interpretazione disincantata e inquietante, mentre Marco Silani è Gioacchino da Fiore, che tenta, con grande bravura, di misurarsi con una prova scenica di forte impatto espressivo.

I costumi sono di Essa Kuyateh, un giovane stilista del Gambia, trapiantato in Italia. La scenografia è curata da Pino Procopio. La regia è di Adriana Toman, per questa terza opera teatrale della Trilogia Gioachimita. L’allestimento, inserito nel progetto Dialoghi Mediterranei, è realizzato in collaborazione con la Fondazione Lilli.