L’attore romano parla della sua passione per il mestiere su La Repubblica

Lele Martini di Un medico in famiglia ora ha una gran chioma argentata e i baffoni che gli sovrastano il viso. «Pascoli va riscoperto, ha avuto una pessima stampa – dice sorridendo l’attore -. Penso alla poetica del fanciullino. Non è un bambino cretino, ma il recupero della curiosità».
«Con Lino Banfi rimasi perplesso. Venivo dal Teatro e dal Cinema d’autore – dichiara, infatti, Martini -. Lino era pop. Ecco il pregiudizio scemo. Recitando insieme, invece, sembrava mio Padre per davvero. Era tutto naturale e commovente. C’era verità e si è creato un rapporto bellissimo».
«Ai parenti dico sempre che non bisogna offendersi se non vi riconoscono. Scrivere, mettendo insieme i ricordi, è terapeutico. Ho 69 anni e, ormai, sono vecchio – ricorda, infine, l’attore -. A colazione inforco gli occhiali e leggo il giornale. Ho il tablet, ma preferisco il cartaceo. Il piacere del Giornale tra le mani non me lo leva nessuno».