Governo tecnico o politico? I dubbi di Draghi e l’eventuale rinuncia

Dovrebbero essere consultazioni rapide quelle di Mario Draghi, considerate le tante urgenze imposte dall’emergenza sanitaria. Ma senza la partecipazione dei 5 Stelle sarà dura dar vita ad una maggioranza in grado di sostenerlo

Rischia di sfumare quella che, a giudizio di molti osservatori, potrebbe essere una vera opportunità per l’Italia. L’ex Governatore e Presidente della Banca Centrale Europea, infatti, è considerato il top della classe dirigente italiana. Ma in questo momento non sono certo in discussione le sue spiccate doti di esperto economico o di abile tessitore di relazioni diplomatiche.

C’è, al contrario, la necessità di ‘costruire’ una nuova maggioranza all’interno di un Parlamento attraversato da numerosi conflitti e sospeso fra una moltitudine di dubbi ed incertezze. Oltretutto, si vorrebbe far passare l’incolpevole Draghi come l’uomo della Provvidenza, sulla scorta di quello che fu, negli anni ’90, il ruolo di Azelio Ciampi.

Non sarà facile, tuttavia, in tempi ragionevoli, tessere la tela fra Partiti e leader con programmi e visioni decisamente agli antipodi, anche perché, dopo quanto annunciato dal Presidente Mattarella, sarà difficile formare un ‘esecutivo tecnico’ privo di qualsivoglia formula politica e senza, tra l’altro, il sostegno dei grillini che sin dall’inizio si sono, invece, apertamente defilati.

Un nuovo Governo senza i 5 Stelle, altresì, considerati i numeri di Camera e Senato, non potrebbe comunque fare a meno del supporto della Lega che, a questo punto, sarebbe chiamata a stare dalla stessa parte di colui che, alla luce del suo insignificante 2% (e parliamo di Matteo Renzi), dilaniato intanto da una certa ansia da protagonismo, ha spinto il Paese nel baratro di una folle crisi.