Wimbledon per oltre 100 anni ha rappresentato una muraglia pressoché insuperabile
Una montagna praticamente impossibile da scalare fino a quando Matteo Berrettini con la Finale del 2021 ha dimostrato che anche da noi si poteva fare, che anche i nostri fantastici talenti erano finalmente sbocciati. Quando, ora, Sinner si è consacrato nel Tempio dell’erba, ha definitivamente conquistato l’eternità.
Ma la grandezza del Rinascimento tennistico italiano, che con il suo primoTrionfo della storia sui sacri prati di Wimbledon, ha raggiunto la sua compiuta parabola di gloria e risiede in quell’apparente normalità di cui si ammantano risultati che, invece, sono straordinari. Una dimensione eterea dietro cui però si cela certamente la bravura dei protagonisti, ma pure il lavoro tecnico in profondità, condotto dall’inizio di questo secolo.
E se è vero com’è vero, che uno come Jannik Sinner te lo manda il cielo, anche per gli altri ragazzi. Sonego e Cobolli in primis, testimoniano che il movimento si regge su fondamenta solidissime e che non si tratta solo di fortuna occasionale. E lo dicono i numeri, che non sono mai aridi quando fotografano la realtà. Per la prima volta nella storia, infatti, ci sono 3 italiani in Classifica, fra i primi 20 del mondo.