Il blocco dello Stretto si è tradotto in un rincaro del petrolio

+30% del prezzo al Barile registrato in una sola settimana. Non sono, dunque, i missili l’arma più potente nelle mani dell’Iran, ma lo Stretto di Hormuz. Chiudere quel passaggio come sta accadendo da giorni, significa alterare gli equilibri del mercato energetico dell’intero Pianeta.
Il mercato, come sempre, ha anticipato, condendo il nuovo scenario con una violenta speculazione. Il prezzo raggiunto ha sfondato rapidamente una serie di barriere psicologiche. Gli attuali livelli erano stati raggiunti l’ultima volta nell’Autunno del 2023. Allo stop delle Navi, il prezzo del greggio disponibile s’impenna.
Alcune proiezioni circolate negli ultimi giorni, stimano che il petrolio possa toccare nell’arco di alcune settimane i 115 dollari al Barile. Il risveglio dell’inflazione, dunque, è una certezza che sembra prendere piede per ogni giorno di guerra. Ovviamente, più la crisi perdura, più il prezzo può salire.