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Soltanto lo Spezia di Italiano era riuscito ad infliggere nel Luglio 2020 una lezione così severa (5-1) alla squadra rossoblù. Ma si trattava di un’altra storia e, soprattutto, di interpreti diversi

Se il buon tempo si vede dal mattino, c’è poco da sperare in questo Campionato per il Cosenza sconfitto ed umiliato a Brescia. Una formazione (la peggiore sinora in Serie B), venuta fuori dal solito accattonaggio di una proprietà povera di idee e di inventiva e, tra l’altro, con poca voglia di misurarsi nell’impiego di mezzi e risorse adeguate per affrontare una difficile e tremenda competizione. Benché le Rondinelle siano, comunque, di un altro ‘pianeta‘, non stava scritto da nessuna parte che allo Stadio Rigamonti bisognava scendere in campo con 8/11esimi palesemente inferiori di categoria.

E’ una botta tremenda quella rimediata dai Lupi, una ‘manita‘ terrificante che proietta lo sguardo su una triste realtà, facendo aprire gli occhi sui tanti limiti di una rosa allestita di tutta fretta da Goretti e, sull’impossibilità, di compiere miracoli proprio in questa coda di mercato, quand’ormai, forse, è davvero troppo tardi. Che ben vengano, allora, i vari Anderson e Vigorito e, magari, qualche altro calciatore d’esperienza, ma le uniche possibilità di risollevare il rendimento della squadra e, di conseguenza, anche gli umori dei tifosi, risiedono tutte nelle capacità di mister Zaffaroni nel dare un senso a quest’ennesima angosciante Stagione.

Non c’è, d’altronde, voluto molto affinché lo sconforto più cupo indirizzasse la serata del popolo rossoblù. Neanche 15′ ed, infatti, il Cosenza era già sotto di due goal, grazie agli sciagurati interventi di un impacciato ed insicuro Saracco. Poi al 27′ è stato Tramoni a graziare i calabresi a pochi passi dalla porta, mentre gli unici ‘segnali di fumo‘ arrivati dalla squadra bruzia sono stati i tentativi di Sueva al 39′ e Gori al 42′, entrambi i quali hanno semplicemente peccato di imperfezione.

Nella ripresa si è assistito, più o meno, allo stesso copione visto nel primo tempo, con gli uomini di Zaffaroni che non hanno mai dato la sensazione di rimettersi in corsa o di rendere la vita difficile agli avversari. Anzi, la squadra di Inzaghi ha più volte sprecato facili occasioni, specie quando il Cosenza si è concesso di sbagliare persino le uscite più elementari dalla propria area. L’unica nota positiva è stata, tuttavia, il goal di un ottimo Gori, che nel corso della serata ha cercato di fare quel che ha potuto, con un caparbio atteggiamento che alla fine lo ha premiato.

Consapevole delle difficoltà del momento è apparso, invece, il mister cosentino nel corso della Conferenza Stampa: «Abbiamo giocato contro una squadra di alto livello, superiore a noi sotto tutti i punti di vista. Sono questi gli ultimi giorni di mercato – ha dichiarato Zaffaronima resto fiducioso sul fatto che la Società possa a breve completare la rosa. La pausa dovrebbe, inoltre, permetterci di fare un’adeguata preparazione. Con il lavoro e l’applicazione sono convinto che ne verremo fuori». La prossima sfida è prevista Domenica 12 Settembre alle ore 14:00 nel debutto casalingo al San Vito-Marulla contro un agguerrito Vicenza.

IL TABELLINO DEL MATCH:

BRESCIA: Joronen; Mateju, Cistana, Mangraviti, Pajac; Bertagnoli, Van de Looi, Leris; Jagiello, Tramoni; Bajic. A disposizione: Linner, Chancellor, Ndoj, Spalek, Palacio, Moreo, Labojko, Bisoli, Olzer, Capoferri, Andreoli, Papetti. All. Inzaghi

COSENZA: Saracco; Vaisanen, Minelli, Rigione; Corsi, Boultam, Carraro, Vallocchia, Sy; Sueva, Gori. A disposizione: Matosevic, Borrelli, Caso, Venturi, Florenzi, La Vardera, Maresca, Prestianni, Arioli. All. Zaffaroni

ARBITRO: Francesco Meraviglia di Pistoia (Colarossi – Nuzzi)

IV UOMO: Marco Monaldi di Macerata

VAR: Michael Fabbri di Ravenna

AVAR: Giovanni Baccini di Conegliano

MARCATORI: 9′ Jagiello (B) – 14′ e 67′ Van De Looi (B) – 57′ Tramoni (B) – 70′ Gori (C) – 90′ Moreo (B)