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Il surriscaldamento del pianeta, con il conseguente scioglimento dei ghiacciai dell’Antartide, sta mettendo in serio pericolo la vita di questo straordinario esemplare capace di vivere a temperatura impossibili che spesso fanno registrare anche i 60 gradi sotto zero

E’ molto probabile che il 98% delle colonie di pinguini imperatori presenti al Polo Nord, nel 2100 non esisteranno più all’interno di quello che, storicamente, è sempre stato il loro habitat naturale. Sono uccelli particolari che necessitano di molto ghiaccio ed avere sempre un terreno abbastanza solido sotto le zampe. Tra l’altro, con i suoi 115 cm di altezza è il più grande dei pinguini attualmente viventi, simbolo indiscusso di tutto l’Antartide.

E’ una delle 18 specie esistenti sulla terra, con una popolazione stimata fra 270 mila e 350 mila individui. È l’unico uccello antartico che nidifica durante l’inverno. Le coppie si riproducono fra Maggio e Giugno e le femmine depongono un solo uovo di grandi dimensioni, dal peso di circa 450 grammi, per poi tornare in mare ed alimentarsi in modo considerevole, avendo perso nel frattempo fino a 10 kg di peso.

L’allarme estinzione è stato lanciato da un gruppo di ricercatori attraverso uno studio pubblicato di recente su Global Change Biology. Un pinguino imperatore, tuttavia, può vivere mediamente 20 anni, anche se sono noti dei record di longevità che hanno raggiunto i 40 anni e possono compiere per una quindicina di volte, l’incredibile viaggio di andata e ritorno di circa 200 km, dalla colonia posta nell’entroterra, sino alla costa.