La premier a Parigi dopo le recenti tensioni con Macron
Il suo arrivo in abito rosso sull’Alfa Romeo dell’Ambasciataitaliana non è passato inosservato. Come pure il grande calore con il quale Macron la accoglie sugli scalini del Palazzo. La riunione per la libera navigazione nello Stretto di Hormuz è importante, innanzitutto per contarsi, al di là dei risultati immediati. Ci sono in videoconferenza un osservatore cinese, uno indiano e il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ma nessun americano.
Sono presenti di persona, insieme a Giorgia Meloni, i grandi d’Europa: «Riaprire Hormuz significa far fronte alle criticità e costruire un elemento per qualsiasi soluzione al conflitto – ha, quindi, ribadito la premier italiana al termine della Conferenza, aggiungendo – che l’Italia è disponibile a mettere in campo Navi per la missione e che farà la sua parte». Vi sarà una presenza navale ad Hormuz quando finiranno le ostilità a scopo esclusivamente difensivo.
Questo è l’elemento decisivo di tutta l’Operazione. Non si tratta di andare a sbloccare lo Stretto con la forza, né di sminare le acque senza l’Accordo dell’Iran e degli Stati Uniti. Trump, oltretutto, ha lanciato un altro dei suoi duri messaggi contro gli Alleati europei, scrivendo che «sono stati inutili nel momento del bisogno. Una sorta di tigre di carta.Ho detto loro di starne fuori, a meno che non vogliano riempire le loro Navi di petrolio» ha, infine, aggiunto sprezzante.