Il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, così come riscritto dal Governo, non risolve il secolare gap di sviluppo fra Nord e Sud e non affronta in chiave europea la cosiddetta questione meridionale

Per queste ragioni, i Sindaci delle rete Recovery Sud, chiedono a tutti i parlamentari, a partire da quelli del Mezzogiorno, di non votare il Piano. «E se la politica nazionale non riuscirà a modificare quest’ennesima ingiustizia, ci rivolgeremo a tutte le Autorità competenti, nazionali e comunitarie» ha dichiarato Filomena Greco primo cittadino di Cariati, anch’essa presente alla recente manifestazione di Napoli.

La stessa ha, poi, rinnovato l’invito ad aderire alla nuova iniziativa unitaria: «prossimamente tutti a Roma, davanti al Governo, per far capire quanto sono importanti queste risorse europee soprattutto per la Calabria». A giudizio di tanti altri Amministratori, infatti, una rivendicazione così importante e storica potrebbe finalmente cambiare le sorti e le condizioni di tutto il Mezzogiorno.

«Quello che chiediamo venga riconosciuto ai nostri territori – ha, inoltre, aggiunto il Sindaco della località jonica – è che per quanto riguarda la distribuzione delle risorse vengano rispettati i criteri indicati da Bruxelles». Al Sud è stato assegnato solo il 40% che in base al Pil, alla popolazione e alla disoccupazione prevedrebbe, invece, una quota del 70% dei fondi. «Non c’è più tempo – ha concluso la Grecoè un treno che va preso per consentire alle future generazioni di poter restare in Calabria».