Il Sindaco Occhiuto interviene sulla riammissione in Serie B del Cosenza Calcio

Dopo le dichiarazioni del collega veronese Federico Sboarina, anche il primo cittadino della città bruzia ha espresso le sue considerazioni sulla vicenda Chievo e sulla momentanea esclusione dal Campionato 

Il Sindaco Occhiuto, infatti, a seguito degli ultimi avvenimenti che stanno alimentando le speranze per la riammissione del Cosenza in Serie B (la richiesta è stata già formalizzata dalla Società) è intervenuto sulla situazione complessiva ed ha rilasciato in una dichiarazione il suo punto di vista. «Le motivazioni pubblicate dal Consiglio Federale e che vedono, al momento, escluso il Chievo Verona dalla possibilità di disputare il prossimo Campionato – ha sottolineato Occhiutoriferiscono di alcune irregolarità, di carattere fiscale, che rendono questa decisione sì appellabile, ma fondata sul mancato rispetto di quelle regole».

«Questa inottemperanza – ha inoltre aggiunto il primo cittadino – rappresenta un notevole vulnus e la circostanza, da un punto di vista sportivo, non può che dispiacerci, attesi, tra l’altro, i buoni rapporti che legano le due Società, anche in ragione della militanza nella squadra scaligera dell’ex calciatore del Cosenza e cosentino doc Luca Garritano, che due Stagioni fa, grazie ad una sua rete provvidenziale, segnata negli ultimi istanti della partita che il Chievo disputò con il Pescara, consentì la permanenza in Serie B del Cosenza».

«Allo stesso modo – ha, infine, concluso Occhiutocomprendiamo l’iniziativa del collega Federico Sboarina, che ha preso pubblicamente posizione al fianco del Chievo auspicando un ribaltamento, in sede di Collegio di Garanzia, del verdetto federale. Sento, però, di dover esprimere più di una perplessità sulla eventualità di una decisione che possa rovesciare quanto è stato già espresso. E lo dico unicamente perché ritengo che se esistono delle regole precise e chiare e se è giusto pretenderne il rispetto, non si può né ignorarle, né modificarle in corso d’opera. Attendiamo, dunque, speranzosi le decisioni degli organi competenti nei confronti dei quali nutriamo il massimo della fiducia».