In democrazia forza e violenza si declinano in un solo modo: «Colpo di Stato»

Scene incredibili a Capitol Hill. Il Congresso americano assediato ed occupato da fanatici fomentati da Trump. Una tragica giornata non solo per l’America, ma per tutta la tradizione democratica occidentale

Le telecamere sono state impietose nel filmare le scene dell’assedio, mentre nell’aula del Senato i parlamentari si preparavano a riconoscere la vittoria del Presidente democraticamente eletto Joe Biden, in modo da consentigli il legittimo accesso alla Casa Bianca. Ci sono stati scontri all’interno del Palazzo, tant’è che si è registrato anche un morto, una donna.

Ma già dallo scorso Novembre, purtroppo, uno sconsiderato personaggio, ispirato da lucida follia, ha creato una profonda divisone nel popolo americano con suoi delirati proclami, in cui spesso ha parlato di «brogli elettorali» e di «pericolosi complotti», appellandosi ad un improbabile riconteggio dei voti che mai nessuna Commissione, in realtà, ha ritenuto opportuno effettuare.

A guidare la protesta, infatti, sono stati i cosiddetti Proud Boys, i ‘ragazzi orgogliosi‘ di Trump, che nel giorno in cui la Georgia ha assegnato la maggioranza anche in Senato al Partito Democratico, hanno scatenato la loro rabbia. «Siete l’ultima linea per difendere l’America. Non possiamo permettere che i democratici rubino anche il Senato», aveva detto il tycoon qualche ora prima durante un suo comizio.

Biden, intanto, appresa la notizia, si affrettava a dichiarare: «La nostra democrazia è sotto attacco», mentre sul posto giungevano anche gli uomini della Guardia Nazionale con equipaggiamento antisommossa. Ora sembra che tutto sia tornato alla normalità. Sta di fatto, però, che nella drammatica giornata di Washington, la coscienza civile degli americani sarà per sempre lacerata da una ferita inguaribile, quanto profonda.