Purtroppo non è un Pesce d’Aprile, ma una triste realtà

Il terzo Mondiale da spettatori non può non comportare conseguenze ad ogni livello. A governare la Federazione del pallone ⚽ c’è sempre lo stesso Presidente, ossia Gabriele Gravina. Se ci ritroviamo con la stessa tristezza nel cuore, significa che tutto questo tempo è passato invano. E qualcuno dovrebbe pur dimettersi.
Un Consiglio Federale che nel corso degli anni, è stato solo scenario di lotte di potere con la responsabilità di fare Riforme che, invece, non ha fatto. Una Lega che ha messo insieme i peggiori difetti dei Club e non un singolo pregio. Questa semplice considerazione misura lo sprofondo in cui è precipitato il calcio italiano ieri sera.
Le zollacce del campo di Zenica lo hanno certificato in modo impietoso e beffardo. Il goal della Bosnia con il presunto fallo di Dzeko e la mancata espulsione di Muharemovic non sono roba da Arbitro Moreno, ma in epoca di Var sono uno schiaffo che rende più urticante l’eliminazione. L’Italia ha perso, sopratutto, contro i propri limiti e niente più. Il resto è solo amarezza.