In Finale gli azzurri superano la Spagna e si aggiudicano il Trofeo per il terzo anno consecutivo

Per qualche istante lo lasciano tutto solo in mezzo al campo. Se lo merita, Flavio Cobolli. Alza le braccia al cielo, i pugni stretti, la maglia azzurra madida di sudore. L’Italia ha vinto a Bologna, per la quarta volta nella storia la Coppa Davis. Puntuali sono arrivati i complimenti del Presidente Mattarella: «Vi aspetto al Quirinale» avrebbe detto il Capo dello Stato.
Nella competizione che ha visto le assenze di Sinner ed Alcaraz, oltre a quella di Musetti, la squadra di Velandri ha centrato nuovamente il successo con Berrettini e, appunto, Cobolli, senza mai schierare il doppio. E così, dopo la Billie Jean King Cup, traguardo femminile (ma ci eravamo riusciti anche l’anno scorso), comunque arrivato a Settembre negli Stati Uniti, ci confermiamo ad essere un team fantastico, ormai sempre più saldamente sul tetto del mondo.
La grandezza del tennis italiano sta, soprattutto, nelle diversità con cui declina il suo immenso serbatoio di talento, ma anche nell’amicizia che lega tutti i protagonisti del movimento, stretti da un patto sportivo che incredibilmente riesce a trasformare il più individuale degli sport in un fatto di squadra, riunendo nell’umanità di un Trionfo i suoi incredibili ragazzi, che coinvolgono emotivamente i non addetti alla racchetta.