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La Conferenza, nell’ambito del semestre di Presidenza italiana del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, si è svolta presso l’Aula Bunker del Carcere dell’Ucciardone alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

«Combattere le mafie altro non è che riaffermare quotidianamente i valori di libertà che fondano la nostra Costituzione, attingendo alle altissime risorse morali, civili e culturali di cui dispone il nostro Paese». Con queste parole il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha concluso il suo intervento, oggi pomeriggio, nella sessione finale della Conferenza Europea dei Procuratori Generali dedicata alla commemorazione di Falcone, Morvillo, Borsellino e degli Agenti della scorta.
La titolare del Viminale ha, quindi, sottolineato il valore della legislazione Antimafia introdotta a seguito di quei tragici eventi e che «ha messo in campo sempre nuovi e più efficaci strumenti, attingendo alla stessa esperienza investigativa di Falcone e Borsellino e alle loro coraggiose intuizioni, come la Procura Nazionale Antimafia, diventata anche Antiterrorismo, e la Dia».
Un modello di prevenzione e contrasto, quello italiano, apprezzato anche al di fuori dei confini nazionali, ha proseguito il Ministro, ribadendo l’importanza del rafforzamento della cooperazione internazionale di Polizia in materia giudiziaria e dell’istituzione della Procura Europea, «a tutela degli interessi finanziari dell’UE, che rappresenta un ulteriore tassello della strategia volta a colpire le finalità criminali delle mafie».
Ha parlato di ‘metodo giusto‘ per combattere la mafia, il Ministro Lamorgese, «quello che ci è stato insegnato da Falcone e Borsellino, simboli di legalità, di intransigenza, di coraggio». Alla sessione presieduta dal Procuratore Generale della Corte di Cassazione Giovanni Salvi, sono intervenuti anche il Ministro della Giustizia Marta Cartabia e il Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura David Ermini.