Non sono più i Papa-Boys di Wojtyla ma la voglia di cambiare il mondo è la stessa

Al Giubileo dei Giovani, sulla spianata di Tor Vergata a Roma, risuona la sollecitazione di Leone XIV°. Davanti ad un milione di giovani giunti da 146 Paesi, il Pontefice ha chiesto, a quella che è stata già definita «la marea cattolica», di nutrirsi di una spiritualità nuova, di dare forza a un’urgenza che non si limiti alle contingenze.
Un invito a guardare oltre la superficialità del consumismo e della società materialista, a non spegnere la sete grande e bruciante di senso che caratterizza la loro età, ma a coltivare l’ansia spirituale come base per un incontro autentico con Dio. Nel suo primo vero bagno di folla, il Papa agostiniano cita il suo predecessore Francesco, facendo proprie le parole pronunciate alla Giornata Mondiale della Gioventù.
Prevost insiste, soprattutto, su un punto: «La fragilità non è un tabù, ma parte della meraviglia che siamo». L’atmosfera di Festa e di fede ha caratterizzato anche la veglia notturna e il cammino del mattino, con migliaia di giovani che hanno vissuto momenti di preghiera. La giornata del 3 Agosto resterà, dunque, nella storia del Vaticano e in quella di molti di loro che hanno preso parte alla manifestazione.