Il Paese s’interroga sui sentimenti che dovremmo provare nei confronti del Campione altoatesino

Sinner ha reso l’inimmaginabile in immaginabile, vincendo Wimbledon e rimanendo per più di un anno numero 1 al mondo. Ci ha portato sul tetto del pianeta, ma l’italiano medio prova per lui un misto di rispetto e distacco molto lontano dall’affetto riservato agli altri Campionissimi della nostra storia sportiva.
Forse succede per il suo nome esotico, per il suo italiano basico, un po’ migliorato con il tempo, ed il suo concedersi poco alle derive nazionalpopolari. C’è di mezzo anche la decisione di spostare la residenza a Montecarlo per opportunismo fiscale ed per il suo frequente sottrarsi ai doveri patriottici.
Come nei disertati Giochi Olimpici di Parigi nel 2024 e non ultima la Coppa Davis che si svolgerà a Novembre a Bologna. Altri tempi, si dirà. E infatti Adriano Panatta non ha difeso, ma giustificato le scelte di Sinner: «Io alla Davis non avrei mai rinunciato. Ma la Davis era al centro dei nostri programmi, le altre scelte ruotavano intorno a essa. Oggi non è più così».
E Paolo Bertolucci è stato ancora più cinico: «Sinner è un libero professionista e non deve dare conto a nessuno circa la sua attività». Resta il fatto che la scarsa empatia patriottica del Professionista di San Candido a molti non va giù. Ma se tra i giovanissimi il tennis sta soppiantando il calcio è per effetto di Jannik Sinner che, ormai, il mondo ci invidia.
Per lui si sono scomadoti anche Bruno Vespa ed Enrico Mentana, lanciandosi in una piccante polemica. Ad intervenire con toni ancora più duri è stato il Codacons, che ha chiesto pubblicamente il ritiro di tutte le Onorificenze Istituzionali conferite a Sinner, definendo la sua decisione «un’offesa all’Italia e ai suoi tanti tifosi».