Il Presidente degli Stati Uniti ha minacciato di prendere il controllo dello Stretto di Hormuz

Trump ha trovato il tempo per un colloquio telefonico con Putin che ha, poi, definito molto positivo. Il leader russo, invece, ha posto l’accento sull’Iran e sui Negoziati in Ucraina, mentre lo stesso Trump ha nuovamente espresso l’interesse per un cessate il fuoco rapido ed una soluzione a lungo termine per Kiev.
Il Presidente ha, inoltre, ribadito che «i terroristi non ci sono più, o stanno contando i minuti. Noi non ci fermeremo fino a quando il nemico sarà totalmente sconfitto». Il Capo della Casa Bianca si è, quindi, rivolto ai Giornalisti gli hanno chiesto quale è la condizione per finire la guerra e lui ha risposto: «Non devono più essere in grado di rimettersi a costruire la bomba atomica il giorno dopo».
D’altrone, i primi segnali che il costo economico e politico dell’intervento militare inizia a pesare, ponendo il problema di trovare una via d’uscita da vendere come successo, anche se il modello venezuelano fatica ad imporsi a Teheran. La ricerca di una soluzione potrebbe essere confermata proprio dalla lunga telefonata avuta col collega russo Vladimir Putin.