Secondo le indagini della Guardia di Finanza di Napoli, nella Laurea in Economia e Management datata2023, Maria Rosaria Boccia avrebbe usato materiale prodotto da una studentessa della Luiss.
Ne avrebbe utilizzato il 70%, mentre la restante percentuale sarebbe stata prelevata da altre fonti. A sua volta, l’Università Pegaso dove, appunto, l’Imprenditrice di Pompei si è laureata, risulta parte lesa nella vicenda e si costituirà parte civile.
I reati ipotizzati dagli inquirenti sarebbero, infatti, quello di falso, truffa e falsa attribuzione di valori altrui. La Boccia, infine, avrebbe presentato un’autocertificazione non firmata, facendosi riconoscere alcuni esami sostenuti alla Parthenope.