Nel calcio moderno, “sogni” e “bilancio” sono voci che contrastano

Si è chiuso il Campionato di Serie B 2018/2019. Un anno abbastanza singolare, iniziato in modo al quanto dibattuto a seguito della pantomima dei ripescaggi e dei ripetuti rinvii dei sorteggi per la definizione del calendario, poiché il vertice del calcio professionistico non riusciva proprio a dipanare la matassa.

Alla fine ci ha pensato il Consiglio di Stato a fissare, in modo definitivo, il Campionato a 19 Squadre dopo che il TAR del Lazio, in adesione al ricorso presentato dalla Ternana, a partite ormai disputate o da disputare, aveva accolto lo stesso ricorso contro la decisione di ridurre le squadre partecipanti da 22 a 19.

«E’ una notizia gravissima. – disse allora il Presidente di Lega Balata – Se ci saranno eventi che sconvolgeranno il Campionato, ci rivolgeremo a tutte le sedi contro ogni soggetto responsabile».

Il Cosenza, intanto, era già incappato nella prima sconfitta, inflitta a tavolino per le note vicende legate alle pessime condizioni del terreno di gioco. La partita contro l’Hallas Verona, infatti, al San Vito – Marulla non fu mai disputata.

Di conseguenza, gli scaligeri, per mano del giudice sportivo, si videro assegnati la vittoria a tavolino per 3 a 0, nel match che avrebbe dovuto presentare i LUPI nel proprio Stadio, sotto lo sguardo attento dei sempre numerosi tifosi.

Uno stadio che comunque ha portato bene al Cosenza, anche perché la salvezza è stata conquistata innanzitutto fra le mura amiche. Ma è proprio guardando le statistiche che si possono leggere, in modo inequivocabile, le prime importanti indicazioni in vista dell’imminente mercato estivo.

Il Cosenza, nonostante l’elevato minutaggio degli uomini migliori del suo attacco, risulta essere, tuttavia, la squadra con il peggior reparto di tutta la B per un totale complessivo di 34 goal realizzati. Sarebbe, dunque, il caso di ripartire proprio da qui.

Fermo restando che la Società guidata dal Presidente Guarascio, in questi mesi di serrato confronto, ha saputo fare di necessità virtù, tant’è che la gestione economica di altri Club, malgrado si siano svenati nel proporre ingaggi da Serie A, non ha permesso di ottenere, quanto meno, gli stessi risultati dei rossoblù.

Anche questa rappresenta, in ogni caso, una significativa vittoria, specie se si considera che da uno studio economico realizzato dalla FIGC nell’anno 2015, che ha inteso fare la radiografia al sistema calcio, è risultato che solamente 12 delle 86 Società analizzate hanno conseguito un consuntivo finale con un netto positivo.

Nello specifico, le Società che hanno fatto registrare un attivo sono state 7 in Serie A, 3 in Serie B e 2 in Lega Pro: un dato che, naturalmente, parla da sé e che spiega a chiare lettere le tante difficoltà incorse anche nella stagione appena terminata. Come dire: nel calcio moderno, con poche risorse disponibili, “sogni” e “bilancio” sono, pur sempre, voci che fra di loro contrastano.