Proroghe e didattica a distanza nell’era della post-globalizzazione già cominciata

«Sicuramente ci sarà una proroga e si andrà oltre la data del 3 Aprile, perché il nostro obiettivo in questo momento è garantire che gli studenti possano tornare a Scuola solo quando lo confermeranno le Autorità Sanitarie, poiché prioritaria è la salute».

Sono queste le parole pronunciate nel pomeriggio di Venerdì 27 Marzo dalla Ministra all’Istruzione Lucia Azzolina ai microfoni della RAI. Adesso, quindi, manca solo l’ufficialità che dovrebbe, tra l’altro, arrivare a breve. La didattica a distanza, dunque, resta l’ultimo baluardo per poter concludere l’Anno scolastico, seppur in mezzo a non poche difficoltà.

Crescono, però, le preoccupazioni di molti genitori dinanzi all’eventualità che a Maggio i loro figli potrebbero nuovamente affrontare la promiscuità delle classi, anche perché, da qualche giorno a questa parte, i giovani non sembrano poi così immuni al Coronavirus.

Lo confermano, purtroppo, alcune notizie inquietanti giunte dall’estero che, ancora una volta, lasciano increduli e sgomenti l’opinione pubblica mondiale come, ad esempio, la perdita prematura della sedicenne parigina Julie Alliot, la vittima più giovane d’Europa a seguito dell’infezione.

C’è d’aggiungere, inoltre, che la Scuola, grazie alla determinazione e professionalità di numerosi docenti, sta dimostrando che il Paese, tutto sommato, può compiere il salto decisivo per entrare pienamente nell’era digitale, cosa sinora risultata difficile, se non improbabile, a causa delle reiterate resistenze culturali dimostrate in più occasioni dal nostro ormai vetusto sistema pubblico.

L’emergenza sanitaria, invece, lascia gli stessi esperti nell’incertezza più assoluta in merito ai tempi e alla durata della pandemia, anche se, tuttavia, molti sociologi e psicologi si sono già affrettati nel sostenere che l’umanità si sta preparando ad affrontare una delle più significative rivoluzioni avvenute nell’intero ciclo della storia, che imporrà, di conseguenza, a livello planetario, un cambio radicale nelle abitudini dei cittadini. Come dire, l’era della post-globalizzazione è già iniziata e non riguarderà solo i Mercati.