Il bulgaro avanti di 2 set si ritira in lacrime

Sinner passa il turno, come in precedenza aveva fatto Cobolli. Potrebbero addirittura incontrarsi in Semifinale. «Ma questa non è una vittoria. È un momento sfortunato di cui siamo tutti testimoni» dice un imbarazzato Sinner al microfono, rivolto al pubblico. Gli spettatori, ammutoliti, si sciolgono in un lungo applauso. Poi, di nuovo silenzio. Una serata veramente folle.
Grigor torna mesto negli spogliatoi, ma prima va a salutare l’Arbitro. Per farlo, con la mano sinistra deve sorreggere il braccio destro. Viene da piangere. Jannik lo aiuta a mettere le racchette e gli asciugamani nella borsa, come si fa con un compagno. Ora anche Sinner dovrà recuperare in fretta.
Giura di aver dimenticato lo shock della sconfitta a Parigi contro Alcaraz. Stamani, tuttavia, si sveglierà con qualche dubbio in più nella testa. Perché davvero è parso irriconoscibile, annichilito dai colpi di Dimitrov, che da giovane era soprannominato il baby Federer. È al quinto ritiro consecutivo in uno Slam. Il più doloroso. Jannik ha una sola attenuante. Uno scivolone nel primo game del match, con il gomito destro che ha battuto forte sul terreno di gioco.