Nonostante gli impegni in meno di 48 ore ha raggiunto Milano
Sabato sera a Miami, aveva appena finito di lottare in campo. Il pubblico negli occhi e la tensione ancora nelle gambe. Ma mentre molti avrebbero pensato al recupero per al prossimo match, lui aveva già preso una decisione diversa. Un volo privato, organizzato in poche ore, per raggiungere l’Italia.
Una macchina per correre verso le montagne ancora fredde di fine inverno, fino a Sesto Pusteria. Lì è entrato nella sua vecchia Scuola Elementare senza nessuna racchetta e alcun Trofeo. Solo una scheda elettorale tra le mani, per votare al Referendum sulla Riforma della Giustizia. Un gesto semplice, ma potentissimo.
Perché in quel momento non c’era il fuoriclasse del tennis. C’era un cittadino qualunque. Qualcuno, oltretutto, aveva messo in dubbio il suo legame con il Paese. Le critiche, dopo la rinuncia alla Coppa Davis, avevano fatto rumore: «Non si sente italiano» dicevano i maligni. Lui, però, non ha risposto con le parole ha, invece, lasciato spazio ai fatti.