Il Presidente degli Stati Uniti ha ripreso l’offensiva commerciale in grande stile

Nell’immediato si è sentito incoraggiato anche da alcuni dati congiunturali. Da un lato l’elevato livello degli incassi per Dazi. Dall’altro, ancora non si è materializzata la temuta fiammata dell’inflazione. Probabilmente perché l’economia sta rallentando, come avvisano gli esperti. Così, dal 1 Agosto scatterà il suo piano.
Ma Trump continua a respingere queste diagnosi. Si dice sicuro che i suoi sgravi fiscali faranno crescere il reddito nazionale a tassi mai visti prima. L’atteggiamento di fondo del Presidente rimane sempre lo stesso. Torna il cosiddetto «bullismo economico» nei confronti dell’Europa, al quale aveva momentaneamente rinunciato.
Stavolta lo schiaffo di Trump, più ancora che l’inatteso 30%, sta nell’intimazione a non reagire, pena un raddoppio dei Dazi portandoli al 60%. Minacce rivolte a europei, che, pure, hanno fin qui seguito la linea dell’appeasement, rinunciando a sbandierare la preparazione di corpose rappresaglie.