Il suo Cessate il Fuoco sarà possibile solo quando Kiev si sarà ritirata: «Se le truppe ucraine lasciano i territori che occupano – promette lo Zar – allora smetteremo di combattere. Se non lo fanno, raggiungeremo i nostri obbiettivi militarmente».
A Kiev, oltretutto, non s’aspettavano niente di diverso. Stanno ragionando come se la Tregua non fosse in Agenda. «Perché chi non vuole la pace – diceva Tolstoj – è sempre bravissimo a creare le condizioni più vantaggiose per combattere».
Zelensky, intanto, ha voluto ringraziare Trump, che gli aveva dato dell’ingrato. Ma in attesa d’un faccia a faccia, tocca a lui per ora l’ingratissimo ruolo del tacchino sacrificale.
A giorni arriveranno a Mosca gli americani, per parlare del riconoscimento di Donbass e Crimea come territori ormai acquisiti dalla Russia. Al momento, tuttavia, non pare Washington la preoccupazione principale di Putin.