C’era una volta, agli inizi degli anni ’70, un ragazzo timido che veniva bullizzato dai più grandi e, poi, da quelli di città. Si chiamava Vasco. Allora dire «vengo da Zocca» significava vedersi cucire addosso un’etichetta di Serie B. Il campagnolo, nella migliore delle ipotesi. Quello che, come si diceva allora «è venuto giù con la piena».
Oggi che il piccolo Vasco è diventato così grande da essere la stella più luminosa del firmamento rock italiano, con milioni di persone che vanno ai suoi Concerti e si riconoscono nelle sue parole. Non ha dimenticato il passato e ha deciso di fare qualcosa per quelli come lui. L’intenzione dell’autore è creare un corso di Teatro sperimentale a Zocca.
Proprio quel piccolo paese da cui veniva e in cui ancora oggi trascorre l’estate e le Feste Natalizie🎄con la famiglia. Un tipo di Teatro pensato per insegnare ai ragazzi a fare il passo più difficile, oggi ancora più di ieri: uscire dal proprio bozzolo. Non è autocelebrazione e neanche nostalgia, ma un gesto ben preciso.