SuperaDjoković e può giocare per il secondo titolo consecutivo
Sinner non poteva sbagliare, non questa volta. Né piegarsi ai troppi scrupoli che ha sollecitato la vicenda di Parigi. Era stato visto a Wimbledon con il freno a mano tirato, almeno nella prima parte del Torneo. Poi, più sereno e disteso, quando gli impegni si sono fatti più gravosi. Ma con l’intramontabile Djoković, serviva un Sinner nella piena efficienza dei suoi mezzi.
Ieri, infatti, abbiamo ammirato il numero 1 al mondo ai suoi massimi livelli, nella perfezione del suo sforzo fisico e atletico. Comprese le geometrie ammirevoli che offre il suo tennis ad altissima velocità. Negli incredibili trasferimenti che avvengono tra i suoi pensieri e i colpi a cui sa dare una stupefacente forma. La vittoria di ieri ha lustrato l’immagine del Campione che è.
Il serbo, alla fine, ha ammesso la superiorità del suo avversario: «Non c’era molto che potessi fare. Jannik è stato, almeno, qualche livello sopra di me. Mi sono trovato, spesso, mezzo passo più lento di lui, su ogni tiro. È stato migliore. C’è poco da girarci intorno». Poche le parole che, infine, riconoscono la grandezza di Sinner che Domenica affrontera in FinaleAlexander Zverev.