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Non siamo stati mai così tanti al lavoro nel nostro Paese

Con un tasso di occupazione al 61,9%, l’Italia riduce la percentuale di disoccupazione al 7,2%, eppure il forte balzo, in un anno, dell’occupazione non premia i giovani. Dietro alle statistiche, che segnalano livelli record di occupazione, ci sono paradossi da valutare come, ad esempio, il balzo in avanti non premia i ragazzi e la popolazione femminile. Ma anche il fatto che un maggior numero di lavoratori stabili abbia un effetto trascurabile sul Pil, deve far riflettere.
Le Imprese faticano a trovare manodopera adatta alle loro esigenze e spesso puntano il dito sulla poca flessibilità delle nuove generazioni. Ma l’altro lato della medaglia è la povertà degli stipendi e l’incapacità di offrire ambienti e benefit a passo con i tempi e con l’evoluzione sociale. 
«E sempre di più i giovani talenti – scrive, infatti, Ferruccio de Bortoli sul Corriere della Sera in qusalità di curatore dell’approffondimento – quelli che nei colloqui di lavoro intervistano i loro possibili datori di lavoro, e non l’opposto, tendono a dare al purpose dell’Azienda, al suo prestigio, alla sua sostenibilità, alla sua reputazione nella Comunità, un peso crescente, se non in certi casi decisivo».