Una squadra orrenda umiliata da un modesto Genoa

Si può anche dare la colpa a Spalletti, ma l’impotenza agonistica dei giocatori ha stabilito un nuovo record di profondità nell’abisso di mediocrità in cui sta affondando la Juventus. Il mister non ha battuto ciglio e ha tenuto lo sguardo basso. A Genova è la versione più malconcia mai vista prima, da quando siede sulla panchina.
Gli anni riportano la mente ai grandi fasti di una squadra che si affermava in Italia ed in Europa. Quei ricordi, purtroppo, ora sono cenere e di quei Bianconeri non resta che una sbiadita memoria. Questa è la versione peggiore di una squadra che ha perso carattere e identità. Da elettroencefalogramma piatto incapace, persino, di reagire.
L’unica sterzata a disposizione della Società, in attesa del mercato di Gennaio, che diventa decisivo, è l’ennesimo sforzo per ricostruire un ambiente per troppo tempo in preda ad isterismi e scelte sbagliate. Basta guardare le facce atterrite e sconsolate dei calciatori quando si dirigono sotto lo spicchio dedicato ai tifosi ospiti del Ferraris.
Sarà un Campionato di sofferenze. Lo si è capito già a Reggio Emilia e ieri sera a Genova, per non parlare della gara in casa contro la Lazio. La Juventus è sembrata il Ponte Morandi nella tragedia di Ferragosto di qualche anno fa. Al netto delle tante, troppe, maledette assenze, si spera che questo Club possa riprendere il cammino, ormai, da troppo tempo smarrito.