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Anche se mancano circa 3 mesi, la macchina organizzativa è già al lavoro per la grande kermesse carnascialesca

In programma dal 12 al 21 Febbraio 2023, c’è voglia di ritornare a divertirsi lasciandosi alle spalle questo terribile momento storico che ci ha davvero sconvolti, perché il Carnevale di Castrovillari, come tutte le manifestazioni, ha sofferto sicuramente la pandemia.
L’evento, alle falde del Pollino, nasce nel 1959 grazie all’intuizione di Vittorio Vigiano che diede vita alla prima edizione. Da allora siamo arrivati alla 65ª edizione, senza interruzioni, tanto da essere riconosciuto a pieno titolo dal Ministero della Cultura fra i carnevali più prestigiosi d’Italia.
E così, si vuole ritornare a vivere questo straordinario appuntamento, con le case dei cittadini e le Scuole, che diventano veri e propri laboratori artigianali, dove le stoffe e gli altri materiali prendono forma e consistenza per dare vita a quel serpentone colorato che coinvolge e trascina lo spettatore che diventa attore principale della manifestazione.
Il Carnevale di Castrovillari, tra l’altro, è l’evento che determina un corposo e virtuoso indotto economico al punto da sostenere una rilevante crescita del tessuto produttivo dell’intero territorio. Le attività commerciali, solitamente, registrano il tutto esaurito con locali che deliziano i palati dei turisti con le tante specialità tipiche della tradizione carnascialesca.
Tradizione vissuta appieno durante le serenate tradizionali, ovvero la Sirinata d’a Savuzizza, uno degli appuntamenti più attesi e caratteristici che si tiene il Giovedì grasso e riprende l’antico rituale carnascialesco castrovillarese delle Mascherate. Ma il Carnevale di Castrovillari è anche cultura con il focus di approfondimento dapprima incentrato su nazioni estere ed oggi su numerose regioni italiane.
«Una Festa nella Festa – hanno dichiarato il Presidente Eugenio Iannelli ed il Direttore Artistico Gerardo Bonifatiche rilancia espressività e fantasia della gente del Pollino, un’eredità che si arricchisce ininterrottamente di raffigurazioni proprie che prendono vita grazie ad una libera partecipazione che qui è storia e cultura, oltre che sensibilità e trasporto per l’esistente e le proprie radici. Un Patrimonio trasmesso dall’amore per la propria terra».