Tadej Pogacar a volte viene descritto come immobile, undespota ieratico che annulla la rivalità e con essa stessa l’essenza del ciclismo. Lo sloveno non fa distinzioni in Calendario, ma sa pesare le vittorie. E riconosce il valore che assume questa nuova impresa.
«Sono senza parole – ha detto a fine dell’ennesima lunga giornata-. Abbiamo lottato con la squadra fin dal primo giorno, ma la sfida con Jonas è stata fantastica. Adesso però comincio a chiedermi ogni tanto se sarà l’ultimo Tour che correrò. Alla fine, non si sa mai. Più s’invecchia, più aumenta la pressione».
Sempre lui, solo lui. Pogacar si porta a casa il QuartoTour nel migliore dei modi, come mai aveva fatto prima. Altro che scampagnata verso Parigi, con tanto di brindisi durante il tragitto e, poi, freni tirati fino al traguardo. Lo sloveno è un Re che mantiene le promesse. Ha reso Montmartre spettacolare come una salita delle Alpi.