Un antenatocapace di indicarci cosa significhi costruire la propria immagine. Per Dalì maschera e travestimento erano strumenti irrinunciabili. E a chi obbietta che era prima di tutto un artista, converrebbe ricordare quello che di lui diceva l’amico Philippe Halsman: «La più surreale di tutte le sue creazioni è stato lui stesso».
La mostra è promossa dal Comune di Milano con il Patrocinio dell’Ambasciata di Spagna. Dalí, infatti, è stato uomo in ogni senso, consegnato al mercato e terrestre fino in fondo. Ha capito, prima di molti altri, la necessità di non adeguarsi ad uno stato di rispettabilità civile, ma di inventare la propria figura spettacolare.
Lo racconta lui stesso a proposito del suo trasferimento negli Stati Uniti negli anni ’40, quando scriveva: «Era necessario che cambiassi a tutti i costi pelle. Che scambiassi questa epidermide logora con cui mi sono vestito. C’è qualcosa di provinciale nel desiderio di conquistare il Centro del mondo».