Viaggio sulla strada più famosa degli Stati Uniti

La Route, è noto, nasce per andare in California. È una striscia scura e diritta che si perde all’Orizzonte. C’è l’egemonia culturale americana nei distributori di benzina che è stato visto in milioni di film. Il senso di straniamento sta nel vedere che una certa bellezza esiste.
Il fascino malinconico e ruvido di questo viaggio lungo la strada si fa quasi insopportabile, per quanto è intenso. Si notano i Motel abbandonati e le case fatiscenti. Il percorso è iniziato a morire alla fine degli anni ’50, quando è stato deciso di costruire le Autostrade.
La storia di queste strade nate e morte nel giro di 30 anni da un’economia di passaggio, replicabile ovunque. La sensazione perenne è quella di trovarsi sempre e costantemente immersi in un immenso stereotipo. La libertà ha senso solo se è gratuita. Se non costa nulla.
Anche questo fa parte del grande sogno americano e, forse, dell’inganno. Il viaggio, a un certo punto, diventa strabiliante, soprattutto nelle città fantasma con quel senso dolce e ineluttabile della fine di mondo che ormai non c’è più.