Quest’anno saranno appena 12 milioni i cittadini in vacanza
Un milione in meno rispetto al 2024, che conferma la crisi profonda che sta colpendo il Settore con l’impoverimento del ceto medio. Una riduzione figlia, purtroppo, dei rincari senza sosta, sino ai prezzi astronomici delle località balneari e delle Strutture ricettive. Il risultato? Le famiglie tendono ormai a rinunciare alle tradizionali Ferie in Albergo o Agriturismo e si affidano a seconde case di proprietà o all’ospitalità di amici e parenti.
Una soluzione di ripiego che, se da un lato permette di risparmiare, dall’altro rappresenta un segnale allarmante per l’economia del turismo. Le mète più scelte restano mare, montagna e piccoli Borghi, con Puglia, Calabria, Trentino Alto Adige e Sicilia in testa alle preferenze per chi resta in Italia.
Ma il calo dei viaggiatori si tradurrà inevitabilmente in un minor giro d’affari per Alberghi, Ristoranti ed attività commerciali, aggravando ulteriormente le difficoltà di un comparto che, senza interventi urgenti, rischia di non riprendersi. «Gli stipendi, ormai da anni al palo, costringono gli italiani ad accorciare sempre più le Ferie per poter far quadrare i conti» ha dichiarato Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione nazionale Consumatori.