E’ stata individuata di recente nel Sud dell’Inghilterra ed ha spinto diversi Paesi fra cui l’Italia, ad interrompere i collegamenti con tutto il Regno Unito

Non appena è iniziata la campagna di vaccinazione, accolta dall’opinione pubblica mondiale come un moltiplicatore di speranza, già si è diffuso nella popolazione un ulteriore senso di smarrimento e di panico dinanzi a questa sconcertante novità.
Ma cosa si conosce, in realtà, del VUI-202012/01 (dove VUI sta per Variant Under Investigation)? Nonostante lo studio degli esperti, dal 13 Dicembre scorso, altra data storica a seguito dell’identificazione di 1100 casi, si hanno ancora poche certezze rispetto ai tanti dubbi che, tuttavia, sussistono.
Le mutazioni apparse, intanto, sono di due generi, entrambi riguardanti la cosiddetta proteina Spike. La prima è emersa più volte dall’inizio della pandemia, come nel caso dei visoni infetti. Ora la scienza è chiamata a confrontarsi con questa nuova mutazione ed una delle principali preoccupazioni è che gli anticorpi dei sopravvissuti al Covid-19 siano meno efficaci nel respingerla.
Si dice che il virus mutato sia più contagioso e meno pericoloso rispetto a prima e che la variante, oltretutto, potrebbe influire negativamente sull’efficacia dei vaccini ormai in circolazione. Nell’ipotesi peggiore c’è da tenere in considerazione che, in ogni caso, i vaccini sono studiati su piattaforme flessibili ed adattabili, per cui consentono rapidi adattamenti.
Dopodiché, potrebbe accadere, già in un immediato futuro, l’aggiornamento periodico come nel caso dell’influenza. Di conseguenza, è importante impedire al virus di diffondersi ed accumulare mutazioni che potrebbero favorire la resistenza ai vaccini e, principalmente, accelerare il percorso della campagna vaccinale.