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Ispirati al medioevale hortus conclusus, il Giardino recintato dei Monasteri aveva funzione decorativa

All’epoca i nobili romani collezionavano piante rare provenienti dalle Americhe appena scoperte o dall’Oriente, grazie alle nuove rotte commerciali. Nel 1600 l’Area di Villa Borghese era un cantiere a cielo aperto dove la famiglia Scipione Caffarelli-Borghese realizzava la splendida dimora di un fine collezionista d’arte e di rarità botaniche.
Mentre procedevano i lavori per la ristrutturazione del Casino nobile, acquistato nel 1605, il Cardinale ridisegnava il grande Parco circostante, che ampliava con nuovi appezzamenti. Collegati alla residenza che oggi ospita la Galleria Borghese, un ineguagliabile Museo per bellezza e per opere esposte, realizzò i Giardini Segreti dei Melangoli, dell’Uccelliera e della Meridiana.
Circondati da mura, erano un’estensione della Dimora, uno spazio riservato dove ammirare i capolavori della natura. Il Cardinale ne aveva gran cura ed ancora oggi conservano il fascino d’allora. Negli anni a seguire venne poi realizzata una strada che conduce sul retro della Galleria Borghese dove un giardino all’italiana sorvegliato da divinità arboree introduce al Parco dei Daini.