In Lussemburgo una Nazionale multietnica

In realtà i debuttanti sono 21 ed è una Nazionale sbarbata e spensierata, quella che Silvio Baldini guiderà tra oggi e Domenica in Grecia. Se questo è l’obiettivo concreto, il motivo più ampio è guardare al futuro con un briciolo di fiducia. Intanto a Parigi va in scena il derby fra Berrettini e Arnaldi.  Mentre, a pochi minuti dal piccolo Stade de Luxembourg  si esibisce Zucchero, per la felicità dei tanti immigrati della zona.
«Perché gli italiani dovrebbero guardare la Nazionale? Perché questi giocatori sono il futuro del nostro calcio – ha, quindi, dichiarato il mister degli azzurri -. E sono qui perché se lo meritano. Siatene orgogliosi. Sono ragazzi bravissimi, pronti ad entrare nel grande calcio». Non è semplice ritrovare lo spirito giusto dopo la notte dell’esculusione dai Mondiali. Baldini ha anche una dedica da fare, ma viene sovrastato dalla commozione.
«Non ci riesco. È un’emozione troppo grande – ha sostenuto, infine, l’allenatore provvisorio -. Se penso al mio cane Nebbia mi viene da piangere, perché il dolore alla sua morte non l’ho provato neanche per mio Padre. Sono contento di avervelo detto, ma nel calcio per queste cose si viene derisi e io quando sento la derisione divento ignorante. Cerco di nutrire questi giocatori con i miei sentimenti. Sento la responsabilità di essere utile a loro, non sono qui per usarli».