Suoni di una tradizione antica nella terra del Salento
Richiama ogni anno un oceano di gente. Un pubblico degno di un mega raduno rock. Melpignano, così, tiene viva una cultura musicale identitaria. Quest’anno ancor di più con l’ingresso, per la prima volta, nel circuito dell’Eurovisione. Il maestro del Concerto2026 sarà Ermal Meta, che guiderà un’Orchestra di quasi 30 elementi.
Per lui si tratta di un ritorno su quel Palco imponente, dopo averlo calcato come ospite speciale lo scorso anno. Negli ultimi mesi di preparazione ha lavorato al repertorio musicale tradizionale, costruendo un programma composto da pizziche e stornelli. I brani, infatti, sono stati affidati agli ospiti di stasera, ognuno a darne una interpretazione che si avvicina al proprio stile.
Meta si è riservato l’interpretazione di Lule Lule, il più celebre canto tradizionale degli Arbëreshë. Aveva 8 anni quando l’ha sentita la prima volta e si trovava nella sua terra d’origine, l’Albania: «Poi qui l’ho riascoltata. La musica popolare preserva sempre il suo potere curativo» ha, infine, dichiarato l’artista.