Ecco come cantautori e popstar hanno preso di mira il peggior Presidente degli Stati Uniti

Nessun altro Presidente è stato preso di mira delle celebrità della musica tanto quanto Donald Trump. Da quando, infatti, ha annunciato la prima candidatura alla Casa Bianca ha ispirato un numero enorme di canzoni di protesta.
Tutte esprimono un rifiuto viscerale sulle sue scelte. L’utilizzo politico della musica senza il consenso degli artisti, non nasce però con l’attuale presidenza. Già Bruce Springsteen aveva chiesto a Ronald Reagan di non utilizzare Born in the USA.
Più o meno la stessa cosa era avvenuta in Inghilterra con Margaret Thatcher per la protesta dei Pink Floyd contro la guerra nelle Falklands con i versi che recitavano: «Le persone gentili hanno un sogno meraviglioso, Margaret sulla ghigliottina».